“Siate maggioranza!”

Elianto
Particolare della copertina di “Elianto” di Stefano Benni. Com’è facilmente intuibile dal disegno, si tratta di un mio connazionale.

In un illuminante e spassoso passo di Stefano Benni, le cose vanno così: le famiglie devono ogni giorno rispondere ad un sondaggio TV interattivo. Se la risposta, pur essendo corretta o verosimile, non rientra in una maggioranza, non si può usufruire dei servizi di prima necessità, luce e gas. Lo slogan del conduttore è appunto l’esortazione “Siate maggioranza!”.

Ora, in un mondo del genere, un alieno morirebbe di fame, di freddo e al buio. Perché l’alieno è sempre e comunque minoranza. (Altro elemento identificativo, aggiornato al punto 19)

La conferma è che lui mica parla quando le cose sono calde; no, all’alieno piace commentare i fatti a freddo, quando la maggior parte degli altri se n’è già dimenticata.

In tante volte che ho votato, quelle in cui mi sono ritrovata in maggioranza credo di poterle contare sui polpastrelli di un dito di una mano. No, non mi sto autocommiserando (la prima causa di morte sotto i – numero del caso – anni secondo Bruce Willis in The Kid), è realtà oggettiva: io sono minoranza. E’ un dato di fatto.

Sarà che, da aliena, non riesco proprio a capirli, a volte, i terrestri; o forse che, per spirito inconscio di mancata integrazione, riesco sempre a stare dalla parte che conta un due di briscola nelle cose importanti.

Dovremmo contarci, prima o poi, dico io. Il partito degli alieni non integrati.

Epperò, quando poi vi guardo discutere al bar, la domenica, o scannarvi manco foste guelfi e ghibellini su Facebook, siete uno spettacolo interessante voi terrestri.

Intanto i terrestri hanno bisogno che qualcuno gli spieghi le cose.

Hanno bisogno di sentirsi dire le ragioni del sì e le ragioni del no; il che, mi fa pensare, non depone granché a favore di un importante quoziente intellettivo medio planetario. E mi chiedo cosa stiano aspettando i miei parenti stretti che hanno avuto la geniale idea di mandarmi a far questo viaggio di formazione indispensabile intergalattico… dicevo cosa diavolo stanno aspettando a venire ad invadere questi qua, non lo so proprio. Persino Topo Gigio li prenderebbe in castagna.

Hanno bisogno che qualcuno li prenda per mano e gli dica: vieni di qua, di qua è meglio. Senza accorgersi che nella mano quell’altro c’ha un frustino e nell’altra la verga. Manco la carota.

Mancano di curiosità, i terrestri; non gli interessa sapere cosa ordiscono i loro capi, come un bambino che non si interessi di cosa ci sia per cena, tanto un piatto a tavola lo trova. Il che andrebbe benissimo se il bambino fosse, che ne so, il piccolo Lord; il problema è che molto più spesso quel bambino è Cosette. Non so se mi spiego.

Ecco: non è che per i fatti loro, loro che c’hanno lauree pubbliche e private, dottorati e infermierati, master and commander, sono capaci di andare a fare qualche ricerchina e ragionare secondo coscienza. No. Non hanno tempo. Devono andare alla lezione di fit-floss, di giamaicano, di zumballerozumballà, devono prendere lo spritz con gli amici fighi, il bambino da scuola, una multa in centro, che non c’è mai posto. Non c’è mai tempo per queste cose.

Sono contradditori, i Terrestri. Come una donna nei suoi “giorni” speciali. Vogliono ma non vogliono. Si fanno picchiare, arrestare, ammazzare per il diritto di voto, e poi si rifiutano di andare a votare.

Tutti a deprecare l’Isola di Plastica, la nuova terra emersa nell’Oceano Pacifico (se fate in fretta potete ancora approfittare del pacchetto vacanze per le coppie 2016 che la sceglieranno come meta dell’agognato viaggio di nozze), tutti a far la coda alla cassa del negozio bio, tutti a dare addosso al benzinaio che, francamente, è proprio quello che conta, appunto, come il due di briscola sul dannato prezzo della benzina… e poi quando c’è da fare un timido, millimetrico passo che, no magari non cambia un tubo, ma dà un qualche segnale di intenzione (l’intenzione che la direzione cambi) si calano le braghe. E non perché gli vadano larghe.

Sono concreti i Terrestri. “Moriremo di fame se non estraggono il petrolio”.

Come facevano prima che inventassero il petrolio? Un alieno, se lo chiede.

E poi, soprattutto: ma che me ne frega a me, dice il terrestre, delle petroliere di fronte alla Puglia? Che sono pugliese io? Che suona un po’ come la battuta del Grande T “Che mi chiamo Pasquale io?”, e se la ride mentre racconta di quello che lo menava chiamandolo, appunto, Pasquale.

No. Che ce ne frega delle mazzate di Pasquale.

Che ce ne frega. Tanto, non servirà mica a niente non rinnovare i permessi a chi vuole trarre sangue dalle rape in fondo al mar (a quelli non gliel’ha ancora detto nessuno che vampirizzano una cosa morta, che i giacimenti prima o poi finiranno… come dicevo, i terrestri non si informano, non sono curiosi).

No, i terrestri non sono curiosi; non vogliono capire le cose. Gli basta che vadano avanti così almeno fino a quando non tireranno le cuoia. Non lo sanno che per punizione QUELLOLA’ li farà rinascere. Magari in Puglia.

Che gliene frega se da anni, decenni ormai, i pesci del Pertusillo fanno il morto a galla, e non perché vogliano ammirare la palla di pelle di pollo fatta da Apelle figlio di Apollo? Che gliene frega se da decenni l’Eni bucherella la Basilicata come un groviera, dando l’esorbitante e pantagruelico 7% di royalties ai comuni limitrofi, un gentilissimo rimborso spese per le cure del cancro comunale, senza, peraltro, riuscire nemmeno a ripulire (non dico guarire, che sarebbe veramente utopia aliena) la piaga infetta della disoccupazione in una regione che esiste solo sui libri di geografia?

La Basilicata, infatti, per i terrestri di questa ridente Nazione foggiata a mo’ di calzatura d’annata, è un’illusione geografica. Non esiste.

Ora tutti si ricordano che i lucani esistono, oltre che per l’amaro, perché gira su Facebook quella foto che dice “Evviva! I lucani sono l’orgoglio nazionale! Record di voti…” eccetera. “Ma che minchia dite a fare Evviva”?, direbbe Montalbano. Evviva che? Per forza sono andati a votare. Quelli ce l’hanno sotto al culo la dinamite, mica la vedono da lontano col binocolo sui video di Facebook come fate voi.

La Puglia, del resto, esiste pure lei solo perché Checco Zalone ci fa i film, e perché uno sceicco ogni tanto viene a farci sposare la figlia. Al mare è bello andarci, ma chissenefrega che cosa ci fanno in quel mare.

Ora tutti a piangere per la Liguria, una regione che a quanto pare non è virtuale come le precedenti. E anche i pugliesi e i lucani piangono, perché è triste quando un pezzo di Terra soffre, anche se in quel momento non stai affettando le cipolle.

“Tanto, non è con un sì che li fermi: è una goccia nel mare, appunto. Le petroliere vanno e vengono dal porto di Bari: mica le fermi con quel pezzo di carta”. Questa frase l’ho sentita dire tante di quelle volte nelle scorse settimane, che l’ho imparata bene, meglio di quelli che la dicevano a memoria.

Mi è venuto da pensare allora, cosa avrebbe fatto, che ne so, uno tipo Martin Luther King quelle volte che gli dicevano che, tanto, camminare in silenzio, senza armi né volontà di reagire, non sarebbe servito a niente? Che tanto i bianchi il manganello in mano ce l’avevano comunque, e con la testa spaccata aivoglia a protestare. Che tanto il voto non l’avrebbero concesso comunque. Che tanto pure che lo concedevano, non ti ci potevi manco avvicinare ai seggi…

Adesso hanno un presidente Nero.

Nero come il petrolio.

Fa ridere la Terra. Sul serio.

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Un classico esempio pratico di “maggioranza” terrestre

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6 thoughts on ““Siate maggioranza!”

  1. Tesoro, fartelo dire da una mela che i terrestri li ha conosciuti quando erano solo due e già combinavano casini. Sono gente strana, non puoi capirli, manco loro lo fanno. Hanno la memoria dei pesci rossi, la soglia di attenzione di un criceto sulla ruota. Studiali, amali, vivili, ma non cercare di capirli.

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  2. Imbarazzante la prova offerta dagli italiani al referendum, devo ammetterlo. Viviamo in un’epoca dominata dal menefreghismo, e con i problemi che si ammassano ora all’orizzonte è un atteggiamento pericoloso.

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    1. Ma i terrestri oltre ad essere contradditori, poco curiosi, imbarazzanti, come giustamente dici, e pericolosi, sono anche profondamente masochisti. E credo anche abbiano una parte gay-passiva molto repressa, come la foto in fondo al post suggerirebbe ad alcuni malpensanti… 😉

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  3. Potresti essere un Mito per un terrestre☺
    Premessa: sono lucano..Nn amarissimo😑
    Emozionante leggere della BasiLicata e di MLK insieme !
    Facciamo finta di nn vedere .. di nn sapere .. di nn pensare..
    noi umani

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