Il Paradiso

La scorsa estate sono stata una settimana in giro da sola. Oddio, spesso sola non lo ero affatto, ma ho ricercato di mia spontanea volontà la solitudine. C’erano cose che dovevano essere vissute da me e nessun altro.

Volevo capire il valore del vivere senza condividere. E’ una novità per me, sapete? Per me il valore di un vissuto acquisiva spessore solo se condiviso; non con tutti. Solo con quella o quelle poche persone in grado di apprezzare e comprendere. Tuttavia, dire che vivo davvero una certa cosa solo se lo vede anche qualcun altro, è una penosa schiavitù, e ho voluto provare ad affrancarmene, per una settimana almeno.

E’ stata un’esperienza eccitante. Molto diversa dal solito; a volte ero triste, altre appagata. Se riuscivo a penetrare il mio sguardo nel momento presente, potevo sentire la perfezione di tutto ciò che mi circondava, e me all’interno di quel tutto. Il senso di gratitudine e umiltà mi ha quasi soverchiata, un giorno.

Ero in una zona della Puglia che non conoscevo, una sorta di piscina naturale; con un po’ di acrobazie mi ero ricavata un giaciglio all’ombra di un fico, a ridosso della conca ma nascosto allo sguardo di chiunque nel raggio di metri. All’improvviso ho afferrato in un istante quanto fosse meraviglioso quel momento, quel posto, l’armonia degli elementi, l’acqua, la terra, il cielo e il calore del sole sopra il fico che mi proteggeva. Ho percepito la fortuna di essere lì a godere dei doni della vita, e finalmente ho anche sentito di non dovermene sentire in colpa; che, forse, per il semplice fatto che siamo anche noi qui, anche noi doni ciascuno a suo modo, semplicemente non siamo speciali manutentori, ma parte dello spettacolo. Siamo noi stessi il verso, per dirla come Whitman.

A volte non riusciamo a comprendere il ritmo, vogliamo incastrare una rima per forza, solo perché secondo noi dovrebbe andarci. Ma la vita se ne frega delle nostre idee preconcette; ha una sua musica che va ascoltata, assecondata. E ognuno di noi è un movimento di quella musica; se ci facciamo troppe domande, o troppe poche, o quelle sbagliate, finiamo con l’andare in dissonanza.

Invece nelle armonie complesse, ogni suono trova il suo naturale posto; è una questione di fisica, non di filosofia. Tutto sta a trovare quel movimento naturale.

Non so spiegare come trovarlo. Esistono milioni di strumenti, e nessuno potrebbe garantire il risultato. Uno dei problemi di chi cerca la verità, su questa strada, è che appena si annusa la bontà di uno strumento si tende a considerarlo l’unico e il più valido sulla faccia della Terra, sconfinando in atteggiamenti talebani e fuorvianti che nè nella forma, nè nella sostanza hanno più alcuna verità. O saggezza.

Lo strumento perfetto è una via di mezzo, è un po’ di qua e anche di là. Va a calcare la mano quando serve, e ad alleggerirla un secondo dopo. Non esiste una legge universale, come non esiste una dieta perfetta universale, o una regola, ecc. Esiste ciò che è perfetto per il momento presente.

Lì, in quella conca, ero da sola ed ero viva, pienamente cosciente di esserlo e profondamente grata per questo.

Non ho dimenticato in quegli istanti tutte le mie paure, le angosce lasciate a casa, le attese, le scadenze, le responsabilità. Ero cosciente di tutto ciò che avevo messo nel cassetto delle cose difficili. Eppure mi sono ricordata delle cose alte; quelle cose che esistono al di là di me, te, il tempo e lo spazio. Sono tornata alla casa del Padre, per pochi istanti; a quelli come noi è stato dato questo dono: il cuore di arrivare al cuore delle cose, se solo ci fermiamo in ascolto profondo un istante.

Non si può descrivere l’assoluta perfezione di simili attimi.

Posso solo dire che l’unica preghiera che valga la pena di formulare, ti rendi conto poi, è “Dio, rammentami di questo quando me lo scordo. Rammentami che esiste questo luogo, che io l’ho conosciuto, e posso tornarvi ogni volta che lo voglio davvero”.

Ah, se le parole, oltre a chiarire e risolvere, avessero anche il potere di creare quel che raccontano: la ricerca del paradiso. Che siano allora un monito, un memento: esiste davvero, puoi crearlo abbi fede, dipende solo da te.

Il paradiso non ti capita, è una scelta consapevole, ogni volta che tra la luce e l’ombra scegli la luce.

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